sabato 7 gennaio 2017

Recensione: "Le otto montagne" di Paolo Cognetti

Titolo: Le otto montagne
Autore: Paolo Cognetti
Pagine: 208
Prezzo di copertina:18,50 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Einaudi

Sinossi:
Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che tane ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.



Scegliere la prima lettura dell'anno è una cosa seria, talmente tanto che mi ci è voluto un po' per decidere quale sarebbe stata; infatti, mi piace pensare che determinerà grossomodo l'andamento ideale dell'intero anno letterario. Questa volta, sono giunte in mio soccorso le classifiche di fine anno di blogger e instagrammers in aggiunta ad una cover bellissima, una sinossi interessante ed al gelo siberiano che fa nevicare fuori mentre scrivo, proprio come in montagna.
La montagna non è il mio elemento, per una serie di ragioni che vanno da una ormai proverbiale goffaggine ad un'affinità innata con il mare, vicino al quale mi sento a casa. 
Pietro, suo madre, suo padre e Bruno, amico fraterno, invece, provano lo stesso sentimento tra le vette rocciose, ruvide, nel pascolo, fra i boschi, in mezzo alla natura selvaggia ed imperscrutabile. Le otto montagne, ritorno sulla scena editoriale di Paolo Cognetti, narra la storia d'amore, idillio intermittente tra gli uomini e l'altezza in cui trovare ristoro, amicizia, amore, gloria e, perfino, talvolta, la morte.
Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.
La montagna sullo sfondo, magnetica ambientazione dei corsi e ricorsi dell'esistenza, è protagonista indiscussa come nel mito nepalese da cui il romanzo prende il titolo, vocazione vera da inseguire ai confini del mondo o a cui tornare, perdendosi e ritrovandosi tra i sentieri stretti scavati nelle alture.
Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l'acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c'è più niente per te, mentre il futuro è l'acqua che scende dall'alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro a monte.
Un padre e due figli, uno di sangue, l'altro di ghiaccio, le cordate, un battesimo della montagna  in cui scoprire il mal d'aria e sfidarlo, poi, arrampicandosi sempre più in alto; le delusioni, le chiamate mai fatte, le parole non dette e le seconde possibilità, Paolo Cognetti scrive di tutto ciò con uno stile trascinante, intenso, che ispira rispetto per un sentimento genuino e contrastante, da ammirare e ricordare a lungo.

12 commenti:

  1. "Un padre e due figli, uno di sangue, l'altro di ghiaccio", mi piace tanto questa tua descrizione, rende perfettamente l'idea dei rapporti che legano Bruno, Pietro e il padre. Un libro che si legge e non si dimentica, ce lo siamo già detto! bellissima recensione :)

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    1. Cecilia sai che proprio poco fa ho letto al recensione di Tessa? :D insomma due tra le mie blogger preferite parlano bene di questo libro cosa faccio? lo cerco di sicuro in biblioteca!!!

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  2. Penso proprio che lo leggerò a fine gennaio. Oramai sono troppo curiosa.
    Un bacio da Lea

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  3. E' un libro che mi ha incuriosita molto e, dopo questa bella recensione, sono ancora più invogliata a leggerlo! :D Complimenti!

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  4. Io nasco vicino al mare che è il mio elemento, poi mi trasferisco ai piedi delle montagne valtellinesi e scopro quanto possono dare, in estate si intende, il freddo non è compatibile con me. Ho esitato, poi l'ho acquistato. Ora ancora di più so che sarà una piacevole lettura e la tua recensione mi invoglia a gettarmi tra queste righe al più presto :-)

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    1. Eh, io sto vicina al mare ma non troppo lontana dalle montagne; chissà se, col tempo, imparerò ad amare anche loro. Buona lettura!

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  5. Come ti dicevo, Cecilia, Cognetti non è un autore che mi piace molto per il suo modo di scrivere, anche se ho sentito solo pareri pisitivi riguardo a questo :) Ma pensò che andrò oltre, anche se sono felice ti sia piaciuto :*

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