giovedì 26 gennaio 2017

Recensione: "La figlia femmina" di Anna Giurickovic Dato

Titolo: La figlia femmina
Autrice: Anna Giurickovic Dato 
Pagine: 192
Prezzo di copertina: 10 euro
Prezzo ebook: 4,99 euro
Editore: Fazi

Sinossi:
Sensuale come una versione moderna di Lolita, ambiguo come un romanzo di Moravia, La figlia femmina è il duro e sorprendente esordio di Anna Giurickovic Dato.
Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra Giorgio e sua figlia Maria nasconde un segreto inconfessabile.
A narrare tutto in prima persona è però la moglie e madre Silvia, innamorata di Giorgio e incapace di riconoscere la malattia di cui l’uomo soffre. Mentre osserviamo Maria non prendere sonno la notte, rinunciare alla scuola e alle amicizie, rivoltarsi continuamente contro la madre, crescere dentro un’atmosfera di dolore e sospetto, scopriamo man mano la sottile trama psicologica della vicenda e comprendiamo la colpevole incapacità degli adulti di difendere le fragilità e le debolezze dei propri figli. Quando, dopo la morte misteriosa di Giorgio, madre e figlia si trasferiscono a Roma, Silvia si innamora di un altro uomo, Antonio. Il pranzo organizzato dalla donna per far conoscere il nuovo compagno a sua figlia risveglierà antichi drammi.
Maria è davvero innocente, è veramente la vittima del rapporto con suo padre? Allora perché prova a sedurre per tutto il pomeriggio Antonio sotto gli occhi annichiliti della madre? E la stessa Silvia era davvero ignara di quello che Giorgio imponeva a sua figlia?

La figlia femmina mette in discussione ogni nostra certezza: le vittime sono al contempo carnefici, gli innocenti sono pure colpevoli. È un romanzo forte, che tiene il lettore incollato alla pagina, proprio in virtù di quell’abilità psicologica che ci rivela un’autrice tanto giovane quanto perfettamente consapevole del suo talento letterario.




A primo impatto, questo romanzo mi aveva suscitato alt(r)e aspettative. 
Sarà stata la sinossi, la cover, il titolo, la circostanza che vede l'autrice essere nata a Catania; in Sicilia essere figlie femmine può voler dire molte cose, più in passato, forse, che adesso, eppure una certa mentalità discriminante del gentil sesso, strascico di un retaggio culturale pesante, permane ancora . Pensavo a questo sbagliando e vedendoci giusto al tempo stesso: la verità sta nel mezzo, perché sebbene l'intreccio si svolga tra Rabat, capitale del Marocco e Roma, evidentemente il Male è uguale a sé stesso sempre, ovunque.
Alle famiglie modello credo poco, Silvia però, voce narrante della vicenda , moglie innamorata e madre angosciata, non è del mio stesso avviso: si aggrappa ai ricordi di una vita apparentemente perfetta per riuscire a convivere con il dolore della perdita, sentimento che, per ragioni differenti, alberga anche nella figlia Maria. 
Un'infanzia rubata, un padre padrone ed una donna che, come gli struzzi, mette la testa sotto la sabbia per non vedere l'evidenza la quale, nonostante tutto, la colpirà quando tutto sembra ormai essere dimenticato, durante un pranzo di famiglia ad inaugurare una probabile svolta nell'esistenza; il passato però torna a galla, tra i fumi del vino e, orchestrato da una recitazione studiata ad arte da chi ha imparato a fingere da molto tempo, diviene lampante,agghiacciante ingombrante, fino alla catarsi finale che pone fine al dramma consumato fra Oriente e Occidente: giustizia è stata fatta.
Anna Giurickovic Dato incalza implacabile chi legge il proprio romanzo d'esordio, talvolta con qualche incertezza o dilungamento di troppo, tra flashback brevissimi di un rapporto padre - figlia ambiguo e capitoli narrativi pieni di descrizioni, riferimenti culturali, fragilità che, come cipolle, si riducono infine all'essenza della verità nuda e cruda, quasi incredibile, spogliandosi delle stratificazioni superflue.
"Dio almeno mi crede
Tutti ti crediamo
Tu non mi crederesti mai
A cosa non dovrei credere, Maria?
Che io sono un diavolo.
Tu sei un angioletto, sei una bimba.
Non è vero. Io il diavolo ce l'ho qua.
[...]
Ma non so chi ce l'ha messo, io sono nata così."

5 commenti:

  1. Come scrivevo su fb ho letto di questo libro su La Lettura e mi ha subito intrigato...non so se prenderò il cartaceo, ma l'ebook lo leggerò sicuramente :)

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    1. Io l'ho letto in ebook, Elena, e posso assicurarti che è scorrevolissimo anche in formato digitale. Passerò a conoscere le tue impressioni, se ti deciderai a leggerlo. :)

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  2. Ciao cara :-) sono stata attirata come sempre dalle cover della Fazi e dando un'occhiata veloce alla trama mi ha presa si e no. Tu mi invoglia, lo segno e vediamo l'effetto che mi farà domani addicchiandolo sugli scaffali della libreria. Bacio e buon weekend.

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