mercoledì 22 luglio 2015

#DonaunLibroAccendilaCultura Recensione: "Le vite impossibili di Greta Wells" di Andrew Sean Greer

Titolo: Le vite impossibili di Greta Wells
Autore: Andrew Sean Greer
Pagine: 292
Prezzo di copertina: 12 euro
Prezzo ebook: 5,99 euro
Editore: Bompiani

Sinossi:
1985. Dopo la morte del suo amato fratello gemello Felix, e la fine della lunga relazione con il compagno Nathan, Greta Wells decide di iniziare un trattamento psichiatrico. Ma la cura ha effetti collaterali inattesi, e Greta si ritrova trasportata nelle vite che avrebbe potuto vivere se fosse nata in epoche diverse. Nel 1918, in cui Greta è un'adultera bohémienne; e nel 1941, dove Greta si scopre invece madre e moglie devota. Anche se lontane nel tempo e diverse tra loro, le tre vite di Greta Wells hanno innegabili affinità: sono tutte segnate da tensioni famigliari e scelte difficili, da perdite e doni del destino, e in ciascuna vita c'è un prezzo da pagare per riuscire a spuntarla. Così la Greta del 1985 scopre che le sue alias sono imprevedibili, uniche, come forse lo è anche lei. Perché questo viaggio nel tempo è un viaggio all'audace scoperta di se stessa. Mentre la cura volge al termine, e il tempo avrà svelato i suoi paradossi, Greta dovrà scegliere quale se stessa voler essere, quale tempo e vita abitare. Avvolto da un'atmosfera magica, "Le vite impossibili di Greta Wells" non è solo un romanzo che racconta un viaggio nel tempo, ma delinea il ritratto struggente e indimenticabile di una donna dalla complessità inesauribile, cui neppure il tempo può tracciare i confini.




31 Ottobre 1985. Un giorno come un altro se non fosse l'Halloween più triste della vita di Greta Wells.
Secondo le leggende celtiche, nella notte tra il 31 Ottobre ed l'1 Novembre, il confine fra questo mondo e l'Aldilà si fa sottilissimo, permettendo agli spiriti dei defunti di tornare in visit; molti straordinari eventi possono accadere in questa notte, dunque nulla di strano se Greta Wells, depressa per la morte del gemello Felix e la fine della lunga convivenza con il compagno di sempre, Nathan, comincia a viaggiare nel tempo in seguito alla prima seduta di terapia elettroconvulsivante, meglio nota come elettroshock.
Greta si ritrova sé stessa, eppure diversa, nel 1918, sposata a Nathan, medico militare in guerra, innamorata del giovane attore Leo e nel 1941, moglie e madre devota.
In queste due dimensioni parallele a quella in cui era abituata a vivere, sarà comunque circondata da visi familiari e persone meno conosciute che però saranno in qualche modo diversi da coloro che credeva di conoscere, così come lo è lei, una Greta triplicata con due altre autonome versioni di sé che ad ogni seduta vanno in giro per l'universo spazio - temporale. Tutte e tre dovranno fare i conti con chi sono e cosa vogliono davvero, con una scelta che definirà per sempre ciascuna.
Scritto bene ed appassionante, Le vite impossibili di Greta Wells sembra avere tutte le carte in regola per essere considerato un ottimo romanzo, comprese una copertina bizzarra ed una deliziosa edizione in brossura con i bordi arrotondati; il ritmo convulso tuttavia che distrae, disorientando con frenetici cambi di scenario e personalità, forse più adatti ad un lungometraggio (che forse ci sarà e sarà diretto da Madonna), svilisce la buona impressione complessiva fino ad un finale decisamente confuso, generatore di non poche perplessità. Sarà che non ci si abitua mai ai viaggi nel tempo, il jet lag scombussola sempre.
C'è chi sostiene che esistono tanti mondi. Tutto intorno al nostro, compatti come le cellule del cuore. Ognuno con una sua logica, una sua fisica, luna e stelle. Non ci possiamo andare -  nella maggior parte non sopravviveremmo. Ma ce ne sono alcuni,io ho constatato, quasi identici al nostro. [...] Esprimi un desiderio, e si forma un altro mondo in cui quel desiderio si avvera, anche se forse tu non lo vedrai mai. E in quegli altri mondi ci sono i luoghi che ami, le persone che ami. Forse in uno di loro tutte le storture sono raddrizzate e la vita è come la vorresti. [...] A tutti prima o poi capita l'impensabile.


Foto Andrew Sean GreerAndrew Sean Greer è l’acclamato autore di La storia di un matrimonio e Le confessioni di Max Tivoli, insignito del California Book Award. Attualmente vive in California. Con Le vite impossibili di Greta Wells ha vinto il Premio Bottari Lattes Grinzane 2014 e ha ricevuto il Premio Fernanda Pivano.

6 commenti:

  1. in genere non amo le storie dai ritmi troppo confusi...complimenti per la recensione accurata :)

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    1. Grazie mille Stefania. Generalmente nemmeno io però la cover m'ispirava parecchio :)

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  2. A me ispira abbastanza, anche se la tua recensione non è tutta positiva. Tutto ciò che è complesso m'intriga sempre molto! :-)

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    1. Il libro in sé è scritto bene e anche abbastanza appassionante; se non soffri come me di jet - lag letterario potrebbe anche piacerti :)

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  3. Peccato: ultimamente il tema mi ossessiona. :)

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    1. Magari potrai rifarti con il film: fonti attendibili dicono che ci sarà e forse sarà diretto da Madonna. Io, pur nella mia svagatezza in ambito cinematografico, penso di dargli un'occhiata perché il pensiero fisso durante tutta la lettura è stato che sarebbe perfetto per il cinema :)

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